GIADA
Diciamocelo chiaramente: quando si parla di “look commerciale”, il rischio è di annoiarsi ancora prima di premere il pulsante dello scatto. Giada, con quel viso pazzesco e la sua pelle afro, era finita, come spesso accade, nel radar delle solite atmosfere morbide e rassicuranti. Ma sotto quel sorriso c’era voglia di qualcosa di radicale. Un giorno ci siamo guardati e ci siamo detti: “Basta. Tiriamo fuori il carattere”.
E quando dico “tiriamo”, non scherzo. Abbiamo preso i suoi capelli e li abbiamo costretti in una coda tiratissima, un’architettura che sfidava la forza di gravità, arricchita da extension chilometriche. Un look che le dava un’espressione quasi affilata, glaciale. L’abbiamo vestita con una tuta di Mugler – quell’iconico gioco di trasparenze geometriche che sembra quasi disegnare un’armatura futuristica – e il gioco è stato fatto.
In studio, l’atmosfera è cambiata all’istante. Niente più luce diffusa e pose rilassate. Ho puntato una luce gelida e tagliente, quasi una lama, che scolpiva i suoi contorni. Lei ha risposto con pose geometriche, spigolose, da guerriera sci-fi. E quella coda… non era solo un accessorio. Era viva! Nel momento dello scatto, è diventata un arco di movimento puro, un colpo di frusta che ha trasformato l’immagine da statico ritratto a una dynamic performance. Il risultato? Un’espressione pura di forza e audacia. Perché a volte, per ritrovarsi, bisogna fare un giro lontano dal solito e divertirsi a essere, per una volta, pericolosamente “strong”.
TEAM
FOTOGRAFO: MICHAEL REY YANGUAS
MAKE-UP ARTISTI & HAIR: FRANCESCO FILOMENA
